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Nell’arco di un paio di secoli l'Ordine crebbe divenendo sempre più potente e ricco, acquistando territori in tutta Europa, ma soprattutto in Francia ed in Italia, dove furono fondate le chiese e le “mansioni” più importanti. Anche quando la Terrasanta fu nuovamente e definitivamente perduta, l'Ordine continuò a prosperare, proseguendo la sua opera di difesa dei pellegrini in Europa, lungo le strade che conducevano ai massimi luoghi di culto del tempo: il Santuario di San Giacomo di Compostella, in Galizia (Spagna) e la Basilica di San Pietro, a Roma. Celebre, a tale proposito, è la cosiddetta Via Francigena, o Romea, che collegava questi due luoghi e lungo la quale, in tutti i territori interessati dal suo percorso, si svilupparono mansioni e commanderie templari. La via proseguiva oltre Roma, nell'Italia meridionale, fino ad arrivare agli importanti porti pugliesi (come Bari e Trani) che costituivano scali d'obbligo per tutte le navi che partivano per il Medio Oriente.
La Via Francigena (clicca sull'immagine per ingrandire) (immagine tratta da www.via-francigena.it)
Agli inizi del XIV
sec. i Templari erano diventati così potenti che ormai agivano per conto loro
in tutti gli Stati, senza riconoscere autorità alcuna eccetto quella del
Pontefice. Le immense ricchezze accumulate faceva di loro le personalità più
ricche e potenti d’Europa, tanto che molti sovrani avevano ricorso a loro per
prestiti finanziari (i Templari sono stati i precursori del moderno sistema
bancario, con l’invenzione della “lettera di cambio”, antenata degli
attuali assegni circolari). Fu
appunto un monarca, il Re di Francia Filippo IV il Bello, che decise di porre
fine al predominio dei Cavalieri del Tempio (ed al suo debito nei loro confronti
che cresceva sempre di più) riuscendo a convincere l’allora papa Clemente V a
tacciare l’Ordine di eresia e a farlo perseguire. Ordini segreti vennero
inviati a tutti i mandati del Re sul territorio francese, con l'obbligo
di apertura simultanea ad una data ben precisa. Fu così che il 13
Ottobre 1307, di primo mattino, per ordine del Re vennero arrestati
simultaneamente tutti i Templari di Francia che vennero trovati nelle
loro "Case", tra i quali figurarono il Gran Maestro Jacques
De Molay, il precettore di Normandia, Geoffrey de Charnay nonché
l'ex tesoriere del regno di Francia. Il 13 Ottobre era un venerdì, e da
allora il Venerdì 13 è diventato un giorno di sventura e
disgrazia. Ogni commanderia templare venne sciolta, i suoi adepti furono catturati e
sotto tortura confessarono ogni tipo di nefandezza che i loro persecutori
volessero attribuirgli, molti abiurarono la loro fede, altri furono arsi al
rogo, altri ancora furono reintegrati in altri ordini, come gli Ospitalieri o i
Cavalieri Teutonici. L’ultimo atto di questa farsa in grande scala fu il 18
Marzo 1314, quando su un'isoletta della Senna vennero arsi al rogo Jacques
De Molay e Geoffrey de Charnay. Una leggenda ci racconta che prima di
morire, il Gran Maestro pronunciò una terribile maledizione contro il
Re ed il Papa: «Aspetto davanti al Tribunale di Dio il Re di Francia
prima di trecento giorni, ed il papa Clemente V prima di quaranta
giorni!». Di fatto, meno di quaranta giorni dopo, nella notte fra il 19
ed il 20 Aprile, Clemente V, che da qualche tempo soffriva di vomito
incoercibile, morì a Roquemaure-sur-Rhône, nei dintorni di Avignone.
Nel corso dello stesso anno moriva anche Filippo il Bello. Di una male
incurabile, dissero alcuni, in seguito ad un incidente di caccia (era
caduto da cavallo), secondo altri. Non solo: in poco tempo tutti i
discendenti del re morirono per varie cause, e la famiglia di Filippo il
Bello si estinse totalmente.
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